COSTANTINOPOLI – la Biblioteca Imperiale
IV sec. d.C.

Antoine Helbert
– Bysance
Alla fine del IV secolo Costantinopoli aveva
ormai raggiunto lo splendore architettonico di una capitale erede
della grandezza di Roma ma governata dallo spirito del
Cristianesimo. Ecco una prospettiva aerea, una veduta dall'alto dei cieli. Al
centro della scena il grande Ippodromo, il cui asse divide in
due la città. Sulla destra vediamo in fondo la basilica della
Hagia Sofia (Santa Sapienza) e in primo piano l'area del Gran
Palazzo, il complesso degli edifici destinati all'Imperatore e
alla Corte Imperiale. Sulla riva del mare il palazzo del Bucoleone 1 con il
porticciolo riservato. Il porto della città è quello sulla
sinistra.
Nata nel 330 come Nuova Roma, capitale dell'Impero Romano di Oriente, Costantinopoli fu in realtà al centro di un mondo greco. La lingua ufficiale dell'Impero fu il latino, fino a Eraclio (VII sec.), poi il greco. L'apogeo della città e dell'Impero si ebbe con l'imperatore Giustiniano (VI sec.), dopo il quale cominciò un lento declino. L'Impero combattè numerose guerre, a Est contro i Persiani e poi gli Arabi, a Ovest contro gli invasori Goti e Avari e poi contro i Franchi. Ma l'evento più distruttivo fu nel 1204 l'attacco dell'armata cristiana della IV crociata, comandata da Venezia. Invece di dirigersi verso la Terra Santa l'armata si fermò a Costantinopoli, chiamata da un imperatore usurpato, e alla fine si abbandonò a un disastroso saccheggio, non avendo ottenuto il rispetto degli accordi iniziali. Il famoso gruppo scultoreo dei cavalli di San Marco a Venezia proviene da quel saccheggio. La fine dell'Impero Romano si ebbe nel 1453, quando si completò la conquista da parte dei Turchi e nacque l'Impero Ottomano con capitale Kostantîniyye (divenuta Istànbul solo nel 1930).
La Biblioteca Imperiale
Non molto si sa della Biblioteca Imperiale di Costantinopoli. Fu istituita intorno all'anno 357 dall'imperatore Costanzo II, figlio di Costantino. Ebbe un annesso Scriptorium, e venne inizialmente organizzata e diretta dal filosofo Temistio. Raccoglieva testi sacri e testi teologici del Cristianesimo, insieme con gli autori classici greci e latini. I testi su papiro furono trascritti su fogli di pergamena e più tardi su fogli di carta, e il libro venne allora ad assumere la forma del codice. Con l'imperatore Giuliano (361-63) 2 la Biblioteca fu trasferita presso un edificio con la struttura di una basilica con porticato, situato nell'area del Gran Palazzo. Nel 475 fu gravemente danneggiata da un incendio, quando conteneva 120000 libri, in parte rotoli ma soprattutto codici. E subì altri incendi successivi. La Biblioteca Imperiale non fu una biblioteca pubblica ma fu riservata all'Imperatore e alla sua Corte e agli studiosi debitamente autorizzati.
Ci furono anche altre biblioteche importanti a Costantinopoli. Come quella del Pandidakterion, una scuola superiore fondata nel 425 dall'imperatore Teodosio II, che successivamente nell'849 fu riformata e intitolata Università degli Studi, la prima nel mondo. O quella del Patriarcato di Costantinopoli, costituito nel 451, che aveva anch'esso una propria scuola. Un erudito che desiderasse procurarsi un testo non comune poteva con buone speranze recarsi a Costantinopoli.

codice degli Elementi
di Euclide (Oxford, Bodleian Library)
Le pagine riprodotte qui sopra appartengono a un
codice in pergamena che contiene gli Elementi di Euclide,
nella edizione curata da Teone di Alessandria, la più accurata.
Questo codice è un caso unico in quanto porta annotata, per mano
del committente, la sua storia iniziale. Fu copiato nell'anno 888
a Costantinopoli dal copista Stefano chierico per l'acquirente
Areta di Patrasso 3, il quale pagò la cifra di 14
monete d'oro. Le annotazioni marginali, in una grafia più piccola,
sono dello stesso Areta. Non sappiamo se la copia sia stata
realizzata grazie alla dotazione della Biblioteca Imperiale, ma ci
piace supporre che così sia. Ecco finalmente una copia completa di
questa opera fondamentale. Trasmessa per opera di generazioni di
copisti, in edizioni diverse, più o meno affidabili. Dal momento
della sua composizione sono trascorsi quasi dodici secoli.
L'ideale enciclopedico
Dalla cultura ellenistica il mondo bizantino ereditò l'interesse per la conoscenza universale. Di questo ideale enciclopedico sono testimonianza tre grandi opere che ci sono pervenute.
Il Myrióbiblon o Bibliothéke di Fozio (820-93), che fu Patriarca di Costantinopoli: una raccolta di schede di lettura, con epitome e recensione, di opere che venivano lette e commentate in un circolo di dotti.
Le Eklogái o Excerpta dell'Imperatore studioso Costantino VII Porfirogenito, vissuto negli anni 905-59: una raccolta di pagine estratte da tutte le opere, su tutti gli argomenti, che fu composta, se non dall'Imperatore in persona, certamente sotto la sua direzione. Quest'opera ci è pervenuta in forma frammentaria.
La Suda o Suida, composta verso la fine del X secolo: un lessico di tutta la conoscenza dell'epoca.
Testimoniano anche, queste opere, la passione intellettuale dei loro autori, che si concretizza nelle due grandi idee ispiratrici:
Che alla lettura segua sempre una scrittura, nelle forme di epitome e commento, come faceva il Patriarca.
Che la scrittura si avvalga di estratti dai testi originali, delle espressioni ideate dagli stessi autori, come voleva l'Imperatore.
1. Boukoléon = bue-leone.
2. Noto come l'apostata.
3. In seguito vescovo di Cesarea di Cappadocia.
- Porfirogenito = nato nella porpora.