PETRARCA – i libri
Dei libri che sono appartenuti a Petrarca quasi
una settantina sono stati ritrovati. Una frazione abbastanza
significativa dell'insieme di circa duecento codici. Ne riportiamo una rappresentazione
organizzata per autori. Immaginiamo i codici disposti all'interno
di un armadio, quello che abbiamo visto nello studiolo di Arquà,
appoggiati sul piatto, come si usava a quel tempo.
| i Classici: opere di Terenzio, Virgilio, Orazio, Ovidio, Lucano, Persio, Giovenale, Stazio, Catullo, Properzio, Plauto, Claudiano; Sallustio, Valerio Massimo, Seneca, Giustino, Cesare, Apuleio, Macrobio, Quintiliano, Solino, Svetonio, Ditti, Darete, Floro, Eutropio, Orosio, Marziano Capella, Curzio Rufo, Servio, Fulgenzio, Gellio, Censorino, Firmico, Plinio, Pomponio Mela, la Historia Augusta, Tito Livio, Vegezio, Vibio Sequestre, Vitruvio, Frontino, Varrone, Palladio, Nonio Marcello, Vittorino, Elio Donato, Vacca, Alberico; molte opere dell'amato Cicerone; ma non Tibullo, Marziale, Lucrezio, Tacito |
| i Padri della Chiesa e gli scrittori di cose sacre: Girolamo, Ambrogio, Agostino; Giuseppe Flavio, Cassiodoro, Isidoro di Siviglia; Lattanzio, Cipriano; ma non Tertulliano |
| dei Greci solo poche opere in traduzione latina: una di Aristotele e un paio di Platone, oltre che Omero (Iliade e Odissea, nella traduzione di Leonzio Pilato); possedeva anche un codice di Platone in greco, che però non era in grado di leggere |
| in volgare niente, eccetto una Commedia regalo del Boccaccio |
Si tratta di una biblioteca quasi interamente latina, e Petrarca conobbe poco dei classici greci. Tale era d'altronde in quell'epoca la condizione in tutti i paesi dell'Europa Occidentale. Sarebbe degna di essere narrata la figura inquieta e tragica di questo erudito Leonzio Pilato, che fu uno dei precursori di quell'opera di traduzione dal greco in latino che prenderà piede più tardi nel pieno Rinascimento. Petrarca lo conobbe personalmente e a lui commissionò le traduzioni di Omero che troviamo qui sopra nell'armadio.