PREFAZIONE
Mi rendo conto di avere scritto un qualcosa che non so bene come presentare per conquistare un potenziale lettore. Posso dire che questo scritto è qualcosa che soddisfa certi gusti personali, che anzi definirei come piaceri: studiare, scrivere, concretizzare i pensieri in immagini.
C'è una componente di questo scritto che è una materia di tutto rispetto, qualcosa della storia dei libri e delle biblioteche, e degli studiosi di tutti i tempi, che ho cercato di trattare in un tono un po' spigliato, non accademico, anche perché non sono un esperto della materia, ma uno studente, e questi sono, per una parte, gli appunti di uno studio che mi ha divertito, e dal quale ho ricavato soddisfazione. Sarebbe stato utile, per questa materia, saper scrivere in un modo piacevole come il Bertrand Russell della Storia della Filosofia Occidentale, dico tanto per indicare un'opera che, per il contenuto e per lo stile, è un modello di riferimento.
C'è un'altra componente di questo scritto, una specie di cornice per la componente di tutto rispetto, che è un discorso, intorno all'ipotesi di un luogo ideale per la vita intellettuale, il quale nel mio intendimento dovrebbe sembrare un ragionamento sensato, salvo in ultima analisi rivelarsi sostanzialmente sconclusionato. Perché in effetti i ragionamenti sconclusionati hanno una mirabile qualità. Sono espressioni di libertà. Libertà dalle condizioni esistenziali, a volte. Libertà dalle stesse stringenti restrizioni del pensiero conseguenziale. Mi sarebbe piaciuto, in questo discorso di cornice, riuscire a suscitare una atmosfera paragonabile a quella che Italo Calvino ha rappresentato ne Il barone rampante, e negli altri romanzi della trilogia de I nostri antenati.
Ecco, tutto sommato, a pensarci bene, potrei dire che questo scritto è una specie di divagazione. E che, se c'è qualcosa che mi piacerebbe risultasse dalla lettura di questo scritto, è una indicazione: studiare, immaginare, divagare. Ma, a questo punto, mi accorgo che il potenziale lettore, senza dare nell'occhio, si è dileguato.